Il vecchio cacciatore di notizie Alfeo Biagi lo scoprì dal fruttivendolo di Porta Saragozza. Gigi Radice, autore primo della bellissima cavalcata che portò il Bologna dalla penalizzazione del post-calcioscommesse al Paradiso di una classifica ragguardevole e di un gioco molto piacevole, sarebbe tornato al Milan. La moglie del mister si lasciò sfuggire la confidenza acquistando lattuga e mele renette. Poco dopo passò dal negozio per incombenze simili Liliana, la moglie del giornalista (i Biagi stavano in Via Volterra e i Radice in Via Risorgimento) che raccolse la notizia e la girò al marito. Al neonato Pallone Gonfiato del lunedì dopo Alfeo, con me a fungere da spalla, fece scoppiare la bomba. Piovvero sul nostro capo accuse scontate di disfattismo (no, i maigoduti dovevano ancora essere inventati...Ma fa sorridere pensare che i tifosi di oggi, spesso abilmente insufflati, credono di avere inventato chissà quale ghigliottina per la stampa che non scrive o dice quel che fa piacere leggere o ascoltare. Anche 40 o 80 anni fa ci si lamentava, niente di nuovo sotto il sole). Comunque Radice aveva veramente firmato per il Milan, dove si portò come preparatore atletico il mitico Enzo Grandi, successivamente coprotagonista dei trionfi della Virtus di Messina. Poi tornò, ma litigò subito con Fabbretti causa mai chiarite divergenze sulla cessione di Mancini. E poi ancora dopo Scoglio, e fu retrocessione. Epilogo triste che non scalfisce il suo lavoro, eccezionale, sotto le Due Torri.
Quel Bologna giocava a calcio, quello di oggi no. E non ci giocherebbe neanche se tornasse Donadoni, come leggo, un po' sbalordito, sui giornali alla vigilia della gara di Empoli. alla quale il Bologna si avvicina con un mix di speranze e insicurezze. Il bergamasco, in caso di ulteriori scosse telluriche, è la classica abitazione costruita con i criteri dell'antisismica. Però gli mancano, nello staff, dei puntelli mica da poco. Si prevedono comunque, in caso, mal di pancia a Casteldebole (roba da ridere, un purgante e via), tra i tifosi (stavolta l'incursione del disturbatore non avverrà, state certi), e conversioni a u di Bigon, che non potrà però più dire che la squadra la sente sua. Presumibile anzi un invecchiamento del roster a gennaio. E, se passate la battuta, auspicabile il passaggio di Inzaghi a un ruolo più congeniale, quello di centravanti.
Dal proprietario giungono intanto segnali di continuità: disegnare una scouting area comune tra Bologna e Montreal è un atto estremamente tardivo ma del tutto logico.
Può far sorridere il fatto di metterci un parente (Frassetti abita a Bologna da due anni, mentre Joey lo annunciava come referente nordamericano lui stava giocando a calcetto con gli amici per poi raggiungere a tavola dirigenti e squadra nella cena "beneaugurante"), ma il ragazzo si sta specializzando in match analysis.
Il ruolo apicale di Marco Zunino nella neonata struttura significa, al 99%, che resta Bigon (così come Fenucci, al cui soglio sono stati dirottati i tifosi in cerca di rassicurazioni, spersi in mille rivoli neanche fossero le correnti della vecchia Dc), e all'1% che ne prende il posto Zunino (una pura ipotesi di scuola).
Saputo non cambia, procede con modi, ritmi e approcci tutti canadesi (totalmente inadeguati sul piano sportivo, finora, alle esigenze europee, come del resto dicono i risultati) e lascia ogni incombenza ai dirigenti. Su stadio e mercato vaghe sono le stelle dell'Orsa, verbalmente si sostiene che tutto procede. Prova a dare una mano il Comune, il 19 l'assessore Lepore vedrà i tifosi per tastarne il polso e provare orientare i più riottosi alla pazienza e all'appoggio al club: resta saldissimo il legame con Fenucci.
Una nota per chiudere che testimonia come il feeling tra città e Saputo sia ben lungi dal decollare. La famiglia Golinelli, con il marchio Alfasigma, sposa il progetto Virtus. Per prestigio e fatturato reggerebbero tranquillamente una buona Serie A di calcio. Ma evidentemente il pallone non convince in sè, troppi rischi, e in specifico ancor meno a Bologna. Bisogna provare a chiedersi il perché ed eventualmente, se si è interessati, cambiare registro.
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