Un mare di mediocri intorno al Bologna e 15 giorni d'inferno prima del Verona

05.11.2017 17:00 di Alberto Bortolotti articolo letto 1785 volte

21 agosto 2016, il Crotone debutta in Serie A a Bologna (li battezziamo tutti, i "magnigreci" al passo d'avvio. Inclusi due mesi fa gli orgogliosi sanniti, sconfitti 1-0 a casa loro grazie a un "occhiuto" Var a tempo scaduto. Occorre ricordarsi anche dei vantaggi, oltre che delle sfighe). Tra i rossoblù di casa fa capolino, a poco dalla fine, il neo arrivato Blerim Dzemaili, il quale, 8' dopo il suo ingresso, ruba palla a Palladino e lancia in contropiede un imprendibile Mattia Destro. Sassata rasoterra alla destra di un irreprensibile Cordaz, fino a quel momento (Verdi non si era ancora cimentato in piazzati d'autore e il portiere pitagorico non aveva dovuto esercitarsi a disporre bene la barriera...), e 3 punti vanno in saccoccia, davanti a Saputo, mamma e figlia - nelle foto in tribuna fa capolino anche l'allora membro del cda Bergamini, due posti dal boss. Per dire che è passata un'epoca...-. 

Il 10 ascolano non segnava da cinque mesi. Il calvario post infortunio con l'Inter era, fisicamente e moralmente, alle spalle. In realtà fu uno dei pochi acuti decisivi di una stagione pure positiva, nel complesso, 11 gol, totale punti apportati alla causa 13 su 41 totali. Per quanto non tutti influenti aritmeticamente, il passo e' stato infinitamente più pregnante di quello di quest'anno, e non c'era bisogno di invocare moduli teoricamente più adatti o partner salvifici. I gol venivano fatti perché c'era un giocatore, ora non c'è. E suonano beffardi i buoni propositi estivi, naufragati nella disastrosa serata con il cittadella, fatti di leadership rossoblu da riconquistare e maglia azzurra a cui puntare. Non era uno scherzo, lui e il club ci credevano davvero. Secoli fa. 

I 15 giorni d'inferno che si preparano ante Bentegodi - mannaggia, pure il posticipo al lunedì - sono decollati con la tagliente presa di posizione della curva verso l'ambiente di Casteldebole. Si presume che si tratti di un atto "erga omnes", anzi è proprio scritto che tutti facciano la loro parte in modo ben diverso da quanto avvenuto finora. Giocatori, staff tecnico, dirigenti, certo, ma anche Saputo. E questa è una novità: il Centro Bologna Clubs aveva alzato la voce ad agosto ed era stato bacchettato. Fino a pochi mesi fa si sarebbero tirati in ballo "carro" e maigoduti, qualcuno avrebbe ristampato - magari con maggiore cura grafica - i volantini naive con l'effigie di Rosicotti che circolarono tra Mazzini e San Vitale (pezzi di storia "minima" della Bologna attuale), ora la diga di Ridracoli e' evidentemente saltata. Per sgomberare il terreno dagli equivoci, nessun cambio di opinione motivato deve essere contestato. Anzi, se dalla "religione" passiamo all'analisi dell'attualità e' un bel passo avanti. Lo chiedo dall'ottobre 2014, mica da un giorno. Quindi io dico che quel comunicato è importante. 

In questo diluvio di novità, incazzature e speranze parlare del campo sembra quasi superfluo. Invece non lo è, anche perché ci sono tanti spunti negativi ma non solo. Rivisto il match di sabato, beh, non si può dire che il Bologna sia stato baciato dalla fortuna. Non ha giocato 

Pulgar ma Crisetig e non è stata la stessa cosa. I rimpalli li abbiamo trovati tutti contro. La cosa più preoccupante e' che le certezze si sono tutte sgretolate: i portieri, i centrali, perfino Palacio e Poli, due a cui viene chiesto un contributo dinamico eccessivo, nei secondi tempi hanno la lingua fuori. Comunque, non tiravamo in porta? Sabato nove tentativi, neanche una miseria. Poco pericolosi sui piazzati? Due gemme autentiche. Non sarà molto, ma qualcosa è stato fatto, non buttiamo via tutto, non ha senso. 

Trovo comunque opportuno che ci convinciamo di abbandonare il senso di superiorità che ci accompagna e che deriva dal passato e dalla convinzione di avere sempre una briscola in più da giocare. La realtà e' che attorno e dentro il Bologna alberga un mare di mediocri, nessuno escluso.

Illudersi che i problemi si guariscano cacciando un tecnico e' veramente poca cosa. A cosa serve se poi ci si accontenta, si traccheggia, non si vuole urtare, si ha paura che una critica stanchi (!?) qualcuno?  Sarebbe ora di dire che chi si stufa non ci merita. E pretendere che ci si collochi dove dobbiamo stare. Il resto sono chiacchiere.