La ristrutturazione del Dall'Ara si allontana: un campionario di speranze disattese

30.03.2019 17:29 di Alberto Bortolotti   Vedi letture

Forse quello che hanno scritto oggi Carlino e Repubblica è un dato positivo, e più avanti spiego le ragioni. Ricapitoliamo: la ristrutturazione del Dall'Ara si allontana. Oltre alle difficoltà "normali", si è aggiunta un'opportunità. Gli Europei 2028, a cui l'Italia vuole concorrere e che verranno assegnati nel 2023, trasferiranno allo Stato il costo di ristrutturazione degli stadi. E' evidente che ciò significa un risparmio di 40-50 milioni di soldi per il club e di una trentina per il Comune. E' un ragionamento comprensibile quello che sta sviluppando il riottoso Saputo (in realtà è tutto sostanzialmente fermo, da tempo, perché la cifra che il Chairman dovrebbe sborsare lo rende estremamente perplesso, traccheggia da tempo. Ora ragiona in modo "umarellistico" - traducetelo, per favore, voi di Casteldebole -: dove sta scritto che io sborsi nel 2021 una cifra che tre anni dopo mi è resa disponibile dal Governo a costo zero? Ho scritto, forse, in fronte Giocondo?).

Se sarà così dovremo ritenere finalmente terminata un'odissea - pure se imparagonabile rispetto a quella romana e allo storytelling milanese, dove, bevendo Amaro Ramazzotti, sono incerti se costruire un secondo stadio a fianco del primo o abbattere un monumento nazionale...- che dura in pratica dal giorno in cui il cronista d'assalto Emanuele Righi, oggi compassato diesse, intercettò al binario dell'Alta Velocità il neoproprietario rossoblu.

Può essere utile ripercorrere alcune tappe di questo viaggio nel mare magnum di autorizzazioni, progetti (...), Soprintendenza, assessori, uffici comunali, strutturisti, tifosi più o meno vip, più o meno allineati, giornalisti meritevoli di confidenze (sia chiara una cosa: queste informazioni provengono certamente dalla pancia del Centro Niccolò Galli), comitati, banche, CONI, onorevoli, ministri, partner bolognesi, italiani, europei e oltreoceanici. Vagheggiati, questi ultimi, più che effettivi. 

In ogni caso, un esercizio di stile lobbystico, un capolavoro di p.r. "politico" per produrre il nulla, se ci si ferma per altri quattro anni. Nella speranza che i gialloverdi che comandano allestiscano una "piccola Olimpiade" (per gli effetti sul territorio) dopo avere sepolto l'Olimpiade vera e propria. Contraddizioni, avanzamenti, arretramenti, il campionario dell'Italia che - per il momento - non produce. Di cui il Bologna e Bologna sono piccole pulci: spettatori interessati, ovvio.

Ecco un piccolo campionario di speranze, ambizioni, proclami, certezze che non si sono poi rivelate tali. Solo per non dimenticare, e per riaffermare, ancora una volta, che il calcio è adesso. Domani è troppo in là.

6 maggio 2016, Fenucci: "Aspettiamo ancora il parere del Ministero, non pensavamo ci volessero tempi così lunghi ma di sicuro su due punti non prescindiamo. Punto numero 1: la copertura integrale dello stadio. Punto numero 2: l’avvicinamento delle curve, queste sono le nostre priorità e non le toccheremo. Siamo rispettosi del parere del Ministero ma crediamo che un impianto sportivo, benché tutelato da vincoli storici, debba garantire anche la funzionalità e la fruibilità dello stesso ai tifosi". 

Joey Saputo e Claudio Fenucci, 28 maggio 2017: "Stiamo costituendo una joint venture con il gruppo Maccaferri con il quale lavoreremo anche sul Cierrebi, che è un’operazione di riqualificazione per la città e che tornerà a essere un bene pubblico, uno dei poli della città dello sport. Ci saranno poi un supermercato e una città della moda, e a proposito di quest’ultima posso dire che sono sereno perché ritengo i nostri partner molto affidabili. .. Lavoriamo comunque per far giocare il Bologna meno di un anno fuori dal proprio stadio, e l’antistadio resterà a vocazione sportiva. Siamo ancora nei tempi che ci siamo dati per la presentazione del progetto e per l’inizio dei lavori, subito dopo l’Europeo Under 21 del 2019”. 

Claudio Fenucci, 10 gennaio 2019: "Sento dire spesso che il progetto dello stadio sarebbe quasi pronto, ma voglio ribadire che il progetto è pronto, e già da un anno. Stanno proseguendo i colloqui col Comune e procede anche il piano finanziario, dal momento che abbiamo preso l’impegno dello stadio significa che abbiamo fiducia nel fatto che tutti i tasselli andranno al loro posto. La presentazione alla città dovrebbe avvenire durante l’ultima settimana di gennaio".

Sempre Fenucci, 4 febbraio 2019: "Ho letto da più parti che in questi quattro anni avrebbe investito 120 milioni sulla squadra, e voglio sottolineare che di quella cifra è stata destinata alla squadra l’esatta metà, 50 milioni il primo anno e 10 nei successivi tre, mentre la metà restante è servita a risanare i conti societari. Se si vuole essere più competitivi sul campo, serve uno sforzo economico maggiore dell’azionista sulla parte sportiva. Per quanto riguarda lo stadio, al momento non ci sono particolari novità: siamo in attesa del parere della sovrintendenza e del suo ok definitivo, nel mentre continuiamo la definizione del progetto per quanto riguarda le aree interne e ci occupiamo dell’individuazione di un partner".

Ecco, alle mie orecchie l'unica cosa che conta è il primo concetto dell'ultimo virgolettato.

Saputo ha speso 10 milioni di € in sei mercati, gli ultimi. Adesso, forse, se vuole, se ci crede, ha 40 milioni per il prossimo. 

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