L’ex rossoblu Davide Bombardini, intervistato dal Carlino, ha raccontato le sue impressioni sul Bologna di Mihajlovic, che lui ebbe come allenatore nella sua prima, breve esperienza, dieci anni fa.
“Avevo guardato in tv la sconfitta contro il Frosinone, poi sono andato a San Siro per vedere di persona la gara contro l’Inter. E mi sembrava impossibile che in una settimana il Bologna fosse cambiato così tanto, c’era la stessa differenza che c’è tra l’inverno e l’estate. La vera impresa, però, Sinisa l’ha fatta dopo, perché ha fatto durare la scossa del cambio allenatore fino alla fine del campionato. Devo dire la verità, anche per amicizia nei confronti di Pippo avevo detto che il Bologna si sarebbe salvato anche con Inzaghi, qualche tempo fa. Ma penso che non sia vero. Sinisa cambiato? L’hanno detto anche a me, che adesso è molto più rilassato. Di sicuro ha fatto un grande lavoro sulle teste dei giocatori, li ha convinti di potersela giocare con tutti, dopo aver sistemato la difesa passando a quattro. Comunque il carattere è sempre quello, un uomo non può cambiare la sua natura. Il miglior pregio? Che riesce a darti sicurezza. Non c’è niente da fare, quello che sei, trasmetti. Chi è insicuro fa passare l’insicurezza al gruppo. Sinisa invece è coinvolgente, anche chi gioca meno si sente parte della squadra. Guardate la reazione di Destro, che con gli allenatori non era andato benissimo... Per trattenere Mihajlovic c’è bisogno di un progetto a breve scadenza, che permetta di crescere subito e non tra un decennio. La gente viene da anni in cui con Donadoni, che era un buonissimo professionista, c’era troppa calma piatta, ogni giorno era uguale. I bolognesi si erano un po’ stufati. Poi è normale essere ambiziosi, se arriva la Juventus come fai a dire di no? Anche se io temo di più la Lazio”.
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