Claudio Fenucci amministratore delegato dei rossoblù, è intervenuto a margine della conferenza stampa di presentazione di Jens Odgaard. Il dirigente parte dal mercato: "Il Bologna è il club che ha investito di più dopo il Napoli. Abbiamo preso giocatori pronti e disponibili nell'immediato e giocatori più di prospettiva come Ilic. Abbiamo a disposizione le risorse sportive adeguate per competere fino alla fine inseguendo un sogno per i tifosi. Obiettivo Europa? Credo che la risposta più ovvia sia quella del nostro allenatore, cioè pensare partita per partita perché tutti gli impegni in Serie A sono difficili. C'è stata la volontà di rafforzare la squadra perché stiamo lottando per un obiettivo importante e vogliamo mantenere il livello qualitativo della squadra. Andava fatto qualcosa per rinforzare il reparto offensivo. Il rinnovo di Motta? Non ci sono novità sul rinnovo. Ripeto sempre che Motta lavora qui col suo staff e in testa hanno solo il Bologna. Capisco l'interesse giornalistico ma penso che si parli troppo di futuro, sia per Thiago che per i calciatori. Siamo in lotta per un grande obiettivo. Nelle prossime settimane incontreremo il suo agente e cercheremo di fare passi avanti. C'è grande fiducia nel lavoro dell'allenatore e dello staff che ha a disposizione una rosa con qualità tecniche importanti. Bisogna vivere con serenità l'entusiasmo della città per continuare a combattere per un traguardo importante. Non ci siamo dati una deadline per parlare del rinnovo: il lavoro che sta facendo Thiago Motta testimonia l'impegno che ci sta mettendo. Rispetto i media come sempre ma mi piacerebbe se si facesse più attenzione al presente rispetto che al futuro. Ciò che è stato fatto negli ultimi due anni è una garanzia per migliorare la squadra. Saputo? Il presidente è sempre vicino a noi, spesso anche fisicamente. Partecipa come partecipano i tifosi e non da azionista soprattutto durante le partite. E' un percorso che lo coinvolge molto direttamente e credo sia bello che la squadra stia facendo questi risultati con lui qui presente. Castro? Quella per portare Castro a Bologna è stata una trattativa complessa, come spesso accade per i giocatori con una prospettiva importante. Il Velez voleva tenerlo fino a giugno ma li abbiamo convinti e il ragazzo arriverà adesso a fine preolimpico. Scissione tra la Lega Serie A e la Figc? E' una vicenda complessa: la Lega valuta un progetto di separazione dalla Figc ma oggi il calcio italiano necessita di portare avanti riforme che agiscono su due pilastri. Il primo è quello delle infrastrutture in termini di ricavi e fruibilità degli impianti sportivi: lo stadio ha una grande capacità esclusiva di attirare i tifosi. In Europa sono stati investiti 22 miliardi per la costruzione di quasi 200 nuovi impianti. E' un argomento complesso che comprende anche il sistema politico e il governo: ci sono più di dieci progetti pronti, quasi 2 miliardi d'investimenti di capitali privati destinati alla costruzione di nuovi stadi. Chiaramente questi progetti, per via dell'impatto sull'economia del territorio, devono essere accompagnati da interventi pubblici che non devono necessariamente trovare la forma dei contributi a fondo perduto, ma possono essere anche innovativi attraverso l'ingresso di società a capitale pubblico. Il secondo tema è quello organizzativo, spesso oggi si dibatte sui format dei campionati e il numero delle squadre partecipanti: c'è una conflittualità tra gli impegni dei campionati domestici e delle nuove competizioni internazionali. E' necessario che il calcio italiano diventi sostenibile perché c'è un problema di equilibrio finanziario: solvibilità, sostenibilità e controllo dei costi sono tre temi su cui la Lega deve fare proposte che possono trovare accoglimento all'interno della Federazione o autonomamente, lo ha fatto la Spagna e la Premier League. Oggi il sistema calcio riceve il 10% degli introiti della Serie A, è necessario trovare dunque una missione che privilegi la competizione sportiva ma anche il processo di formazione dei giocatori giovani. La Lega deve diventare più propositiva anche sul rapporto con i calciatori, quindi le riforme normative. La legge Melandri regola i diritti televisivi ma è stata promulgata quando il mercato dei media era completamente diverso da quello attuale che crea dei vincoli. La Primavera? Un club come il nostro deve investire sui giocatori pronti ma anche su giocatori di prospettiva. E' necessario che ci sia sempre più osmosi tra la Primavera e la Prima squadra. Il senso di appartenenza che si sviluppa nel settore giovanile è un valore da portare in Prima Squadra. Continueremo ad investire sui giovani per avere più risorse a disposizione. In quest'ottica è fondamentale il processo di formazione: in Serie B e in Lega Pro il livello di competizione è fondamentale per completare la crescita dei ragazzi. Ci aspettavamo di più dalla Primavera ma la finalità oltre al risultato è quella di costruire dei calciatori che possono andare anche in prestito per completare il loro processo di crescita, pensiamo a quello che stanno facendo Raimondo o Pyyhtia".
Riportato da Bologna Sport News
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