Sopravvalutati e salto di qualità: luoghi comuni dannosi per il Bologna

 di Alberto Bortolotti articolo letto 898 volte

Volevo provare a smontare un paio di luoghi comuni che aleggiano attorno al Bologna.

Intanto la famosa questione dei giocatori "sopravvalutati". E' una categoria che si applica prevalentemente oggi a Masina (forse il più efficace della linea difensiva contro il Cagliari: Lopez sviluppava i suoi cambi di gioco quasi esclusivamente dalla parte di Mbaye, uno che è discreto ma gode di un seguito larghissimo) secondo il concetto classico di "dagli a quel cane". Intanto Masina conta un centinaio di gettoni in Serie A e un bel gruzzolo di caps nelle nazionali giovanili: non è un fenomeno ma ha dimostrato, tra alti e bassi, di saperci stare. Poi è curiosa la faccenda della sopravvalutazione. Chi è che sopravvaluta e perché ? Masina ha avuto e avrà, probabilmente, se non offerte almeno manifestazioni di interesse. Tipo Siviglia. E' giovane, "infisicato", può progredire. Non diventerà Facchetti ma una media Serie A la regge. Dov'è il problema? Preciso che non ho gradito nel passato alcune sue dichiarazioni, il volere vellicare alcuni pallini della tifoseria (tipo i "mai goduti") e credo che ora selezioni un po' di più le parole. Ma non sopporto il partito preso e la mania di "punire" chi esce dal settore giovanile.

Seconda vicenda, l'altrettanto famoso "salto di qualità". Se il Bologna si mettesse a vincerle tutte o quasi lotterebbe per la Champions. Ma per fare ciò occorrono investimenti di uno zero e più superiori a quelli che si fanno sul mercato. Finora ha esibito un virtuosissimo cammino fatto di 6 vinte, altrettante perse e 3 match nulli. Ha spesso giocato così e così, più bravo a infastidire gli avversari che non a prodursi in football creativo.

Le caratteristiche e la qualità dei giocatori sono fondamentali. Degli undici in campo contro i sardi solo cinque erano titolari l'anno scorso: Mirante, Maietta, Masina, Destro e Verdi. Di questi tre hanno giocato sempre e gli ultimi due a sprazzi, dribblando infortuni seri e acciacchi assortiti.

Dei sei nuovi, tre erano riserve qui e tre panchinari o esodati fuori da qua. Giocatori che certamente hanno diritto di stare in A ma che vanno rilanciati, ricollocati, ricondizionati, riportati a una dimensione agonistica che ne preveda un impiego stabile. Poli, per esempio, mica è un caso se a un certo punto scoppia. L'anno scorso, non per volontà sua, era in vacanza.

Che le ex riserve siano migliorate è un fatto indubbio. Ma il passaggio da cambi a titolari fissi richiede tempo, applicazione, morale e fiducia.

Inoltre i due che costruiscono sono davanti. A centrocampo va apprezzata la valorizzazione di Donsah in dribbling e progressione ma non ci si deve stupire se accusa anche qualche passaggio a vuoto. Pareggiare con il Cagliari ci sta perfettamente, pensare che tutto ora fluisca magicamente è una pia illusione. Solitamente gli avversari non collaborano.
Se le ultime manterranno l'asfittica media attuale il Bologna sarà, nei fatti, salvo alla sosta.

Dopo la continuità acquisita e la capacità di rimontare la prossima sfida sarà stare in fascia sinistra anche senza obiettivi precisi. Fare bene, rispettare tradizione e pubblico, battere se stessi come si fosse un triplista o un mezzofondista dovrà essere un dovere. Infine sarebbe bello non smantellare in estate il gruppo. Qualche punto in più l'anno venturo e si tornerebbe nella nostra dimensione storica.