In un Bologna con limiti enormi, Bigon e Inzaghi saranno i nuovi Donadoni

20.08.2018 12:00 di Alberto Bortolotti articolo letto 2485 volte

Una chiave di lettura del disastro del Bologna ce l'ha data in una bella intervista su Stadio Teo Alibegovic. Insistere troppo sui veterani non ha fatto il bene della Fortitudo e potrà non fare il bene del Bologna. Poli e Dzemaili che consentivano troppi spazi agli spallini. Palacio divino ma in apnea. Danilo impalpabile. Una squadra poco reattiva, esterni a parte. E un centravanti da brividi come frase tecnica e come capacità di dialogo con Palacio.

Ci è comunque andata bene perché i brillanti britannici dell'Huddersfield ne hanno presi 6 dal City. Ci avevano battuti in Austria e la giustificazione ufficiale era che avevano spezzato le reni anche al Lione, quindi sono fortissimi. Comunque, in due partite hanno fatto un gol e subiti nove. Sul Norimberga non ci sono ancora dati, la Bundesliga partirà domenica e quella squadra, si può scommettere, sarà in fondo. Ovviamente chi segnalava i campanelli d'allarme che venivano dalla preseason (modesta nella organizzazione e nei risultati) era, in successione, un disfattista, un maigoduto, uno che non capisce i sommi disegni del futuro, un nemico. Tutti discorsi che durano da più di tre anni.

I prossimi Donadoni saranno Bigon e Inzaghi, è scritto. Il diesse perché autore di campagne mediocri e a scarso tasso di competenza (come se fosse indifferente la quantità di denaro messa a disposizione) e il tecnico perché, come il predecessore, pessimizza il valore dello splendido gruppo - tecnicamente parlando - che gli è stato messo a disposizione.

Io invece credo che, con una qualità tecnica così modesta, scarsissima propensione al gol, ambiente spaccato, proprietà inavvertibile sul piano sportivo, se c'è una possibilità di fare 38 punti questa consiste nel lavoro del management. Inzaghi ha sbagliato? Certo, può essere, ogni scelta è discutibile. Come l'anno scorso. Ma questa squadra ha limiti enormi nel fraseggio, nella cifra tecnica e nell'attitudine agonistica. Possono chiamare ad allenare anche Wenger o Houdini che cambia poco. Diamo continuità, è più importante.

Il dato preoccupante è che, nel dibattito sulla maggiore scarsezza di difesa o attacco, a impensierire è il centrocampo. Pulgar avvicendato per eccesso di temperatura agonistica. Dzemaili e Poli dal passo greve. Donsah inutilizzabile per due mesi. Nagy improponibile a questi livelli. Se fra gli svincolati c'é Veloso, beh, pensiamoci. Non è giovane, non potrebbe esser libero, ma conosce la A. 

Desolanti i contorni del dibattito in cui i custodi del Sacro Graal continuano a levare in alto le alabarde contro gli infedeli. "E non vedevate l'ora, e Verdi come si faceva a non venderlo, e il Chairman uno di noi, e le colpe di Donadoni, e che alternative ci sono, e quanti ne ha messi". Niente, il sonno della ragione. Non c'è e non ci sarà mai nulla di nuovo.