Due strade per l'estate: De Zerbi e pochi acquisti o rivoluzione in stile Fiorentina con Donadoni

02.05.2018 12:30 di Alberto Bortolotti articolo letto 1687 volte

Le indicazioni di Bigon sono chiare. Nell'intervista al Carlino del 17 aprile il diesse rossoblu dice chiaramente che dal calcio mercato dobbiamo attenderci due o tre mosse. Più la cessione di Verdi, "clamorosamente" refrattario al cambio di squadra a gennaio. Pensare di cambiarlo con Orsolini mi pare ingenuo al pari del giocatore piceno. Verdi, per quanto in calo di rendimento, è un all around d'attacco con tanta creatività, Orsolini un'aletta ancora junior che appoggia il leader (che ora non ci sarebbe), ma a cui non ci si può appoggiare. E, se esplode, è della Juve.

Mi permetto di dire che si rischia di sbagliare per l'ennesima volta. Se resta Donadoni, cosa altamente probabile ma non certa, occorrerebbe una rifondazione profonda sul modello Fiorentina, il che ha "costretto" Pioli alla miglior stagione della sua carriera, autentico coach rivelazione 2018, più ancora di Inzaghi. E se i due, il parmigiano e il bergamasco, hanno dei punti in comune (signorilità, adattabilità, fantasia relativa), beh, si prenda esempio da un diesse indiscutibilmente bravo e da una proprietà apparentemente lontana come è la nostra ma in realtà molto più concreta. A Firenze continuano a restarci due passi avanti e il solco, anziché diminuire, si approfondisce. Perfino nella abilità di insinuarsi nelle pieghe del mercato e trarre vantaggio da una smobilitazione. La differenza è che sull'Arno un "progetto" tecnico esiste. 

Comunque, il tam tam De Zerbi è in pieno sviluppo: l'aver trasformato l'armata Brancaleone Benevento in una squadra da battaglia e di qualità è un bel biglietto da visita. Che ci si pensi a Casteldebole è finalmente un segnale di vitalità. Allenatore nuovo più due o tre innesti sagaci potrebbe significare parziale riconquista dei delusi (che sono tanti ora, a parole, ma saranno molti meno in estate). De Zerbi gradisce il regista tanto da averne ora due, Sandro e Viola, più all'occorrenza Cataldi. 

Infine, una nota sugli arbitri. Mai lette e sentite interpretazioni così differenti del tocco di mano di Palacio che genera la rete di Orsolini poi annullata. Nel suo blog l'ex arbitro Marelli scrive: "...più semplice constatare quanto possa essere enormemente complesso concedere una rete realizzata con un tocco di braccio decisivo....Peraltro vige un principio, soprattutto a livello internazionale: una marcatura realizzata con l’aiuto delle mani non deve essere mai assegnata. E’ un principio discutibile (perchécontraddice pesantemente il regolamento) ma comprensibile: più facile “far digerire” un annullamento per tocco di mano che la concessione". Altri proprio non ci sentono da questo orecchio, l'involontarietà è evidente e lì ci si ferma.

Sarebbe interessante capire se esiste una disposizione scritta relativa alle cose affermate da Marelli.