Donadoni stanato dai cronisti, rebus Mirante e l'idea di un'altra stagione persa

18.12.2017 14:30 di Alberto Bortolotti articolo letto 1277 volte

Si potrà valutare tra 3/4 giornate se abbiamo incontrato la campionessa d'Italia (futura: che lo sia stata nel passato per 6 volte consecutive è un dato incontrovertibile), feroce, determinata quanto rinnovata oppure se si è trattato dell'ennesima performance deludente di una squadra troppo spesso arrendevole, anonima, piatta, inutile. Di sicuro non è stata banale la conferenza stampa, con almeno quattro colleghi (Alessandro Mossini, Furio Zara, Simone Monari e Gianni Marchesini) ad animarla e a "schiodare" il mister dal rituale un po' trito, quello dell'impegno, del dover crescere, di avversari più maturi e giocatori che debbono migliorare. 

Mossini su Mirante, Zara sul Destro "ridens" al momento dell'uscita, Monari sul tempo di crescita e Marchesini sul confronto tra il primo e l'ultimo Donadoni in rossoblù lo hanno "costretto" a contendere verbalmente, quasi battibeccando e ciò ha smosso valutazioni inedite, per il coach bergamasco. Tipo "quando Diawara attaccava Jorginho alto non è che la squadra fosse tanto compatta", il che ti dimostra che le nostre valutazioni possono anche essere molto diverse da quelle dello staff tecnico. In ogni caso è la prima volta in assoluto che ascoltiamo un dettaglio tattico dalla bocca di Donadoni. Un piccolo record. 

La gara con i campioni d'Italia ha mostrato cose risapute, tipo: la debolezza sulle corsie e la relativa forza nella cerniera centrale difensiva; un Poli all'altezza, la svagatezza di Verdi (tante doti e parecchie partite sotto tono), l'improponibilità di Okwonkwo dal primo minuto e la indecifrabilità di Destro - oltre a una certa maleducazione: cosa c'era, di preciso, da ridere? - senza il tutore Palacio (già: assenza pesante).

Poi il rebus Mirante, che appare sempre più come un dispensatore di insicurezze. E dire che resto tuttora convinto che si sia trattato dell'autentico capolavoro di Corvino, uno dei migliori portieri italiani preso a parametro zero. Non so se debba entrare Da Costa, ogni azione è delicata specie nell'unico ruolo "solitario" del calcio. Di sicuro un capitolo del prossimo mercato è lì, squadernato davanti a tutti. 

La sensazione è che, nei fatti, possa trattarsi dell'ennesima stagione "persa". Cioè: un obiettivo non esiste, arrivare in Europa con questa rosa è impossibile quasi quanto retrocedere. Il piano triennale oppure quinquennale (o quel che sarà) marcherà limitatissime migliorie tecniche e/o operazioni di mercato (in entrata) suggestive. 

Secondo Poli "questa squadra non ha cambiato obiettivo: ovvero arrivare tra il decimo e il settimo posto. Per riuscirci però dobbiamo fare due cose: vincere venerdì, per riscattare questa sconfitta, e cominciare a fare punti anche contro le grandi".

Se mi posso permettere una traduzione in petroniano, cal dscurres un sant.