Destro è sempre Destro e Sestola è sempre casa. Prosegue il dualismo del tifo

10.08.2018 13:08 di Alberto Bortolotti articolo letto 1271 volte

Il catino di Sestola è sempre lì e dopo una abbondante "lavata" di pioggia la pelouse è verde brillante. Sarà bello, formativo e magari anche fruttifero andare a zonzo per le montagne asburgiche ma qui c'è profumo di tigelle, tortelloni e mirtilli. Un'altra cosa.

1300 paganti non sono pochi per un galoppo in famiglia mutilato dal concomitante torneo di Vignola. Sono sette i 2001 schierati nel primo tempo e il match, diciamo così, non c'è. Lo scorso anno la Primavera fece sudare di più i titolari. Scuotevano già un po' i cerchi ai Donadoni boys ma forse gli junior erano più forti (anche se poi nel loro campionato sono retrocessi).

Il secondo tempo è in stile "bergamasco", 45 minuti inutili in attesa di un gol alla fine sulla linea di porta (lo segna Destro e in tribuna non se ne accorge nessuno. Sembra una deviazione di un difensore su una percussione di Orsolini, uno dei pochi che cerca di dare un senso all'esibizione. Ciò comunque dà la stura a una piccola campagna social sul complottismo anti-Mattia dei giornalisti. Il quale aveva segnato finora un gol, e sale a due. Su venti. Credo che il caldo e le scie chimiche influenzino fortemente parte della tifoseria). 

Comunque il numero 22 e Krejci ancora proprio non ci sono. Da questo punto di vista, rispetto all'anno passato poco di nuovo. Su Destro, in particolare, va segnalata la debolezza della gamba che tira, destro o sinistro che sia. Evidentemente un problema irrisolvibile.

Il primo invece presenta alcune idee che si tentano di realizzare. Apprezzabili e ben riusciti i tagli degli esterni serviti dai centrocampisti (rimarchevole la "fotta" mostrata da Nagy). Interessante il dialogo tra le punte. Falcinelli ha qualità, vedasi lo scavetto eseguito su Santurro. Quello che non si può sapere è se tutte queste cose, preparate e studiate, si potranno fare anche con avversari veri. E come reagirà la difesa, di là non ci saranno sempre dei bimbi. 

A questo proposito, il mercato è fermo. Se le premesse sono vere, la rosa va ancora sfoltita. Poi si potrà pensare a uno o due innesti. Il difensore sarà uno svincolato mestierante, a meno che il Napoli non accetti una formula di trasferimento, relativa a Tonelli, poco onerosa. Davanti la suggestione Balotelli (intendiamoci: avercene) è stata denegata da lui stesso, che flirta sui social con il popolo azzurro. D'altra parte, anche dati per buoni i contatti del Raiola vero con i nostri maggiorenti, le chances sono state zero. Da subito. E' il "progetto". 

Quanto a Cassano, l'idea ha trovato autorevoli sponsor mediatici. E sarebbe anche giusta, relativamente al ruolo, se fossimo certi di essere al cospetto di un giocatore, e non di un volubile "pazzariello" non allenato. Così contribuisce a dare di Bologna e del Bologna un'immagine circense. Già rischiamo l'oblio nazionale per l'enorme iato tra le premesse e la realtà, le aspettative e il quotidiano. Cassano al momento (o meglio: l'idea del suo rientro), e senza ingiuriare il suo passato glorioso, è una sorta di Scaramacai a due colori. Troppo anche per i tempi poco entusiasmanti che si vivono. E d'altra parte è giustamente stato silenzioso sul tema il Bologna. 

Non cessa infine il dualismo negli appassionati tra la fede, l'attesa di un futuro migliore e la quotidianità. C'è chi ha scritto che "chiamare 'polemica' qualsiasi conversazione argomentata - e critica, n.d.r. - è solo l'ennesimo segnale di quanto cattiva, ignorante e 'fascista' sia diventata la discussione sui temi rossoblu a Bologna".

Al di là e al di sopra del bellissimo dato sugli abbonamenti (sintetizziamo: i 14.000 che sono occorsi al botteghino, di minima, credono che Inzaghi darà loro più gioie di Donadoni. Obiettivo raggiungibile), non si suturerà mai più la ferita che contrappone tra loro le varie frange di tifoseria. Il giorno, magari lontanissimo, in cui Saputo se ne andrà, da corresponsabile di questa situazione (di cui tutti sono colpevoli, ma i "duri e puri" un filo, e forse anche oltre, di più), lascerà gente che teoricamente spasima per gli stessi colori ma sono anni che si guarda in cagnesco.

E' concepibile tutto ciò?