Bologna costretto tra pessimismo cosmico e giustificazionismo servile

28.08.2018 12:52 di Alberto Bortolotti   Vedi letture

Dibattito stupefacentemente strampalato sulle prime due gare del Bologna. Niente di nuovo, eh. Passiamo da un pessimismo cosmico e irreparabile (in fondo, va solo trovata una terza squadra candidata a retrocedere oltre a Frosinone e al penalizzando Chievo. Come? I 50 punti? Ma quello era il gioco dell'estate...) al giustificazionismo più servile. Trovare che ci sono stati miglioramenti contro i ciociari equivale alla scoperta dell'acqua calda. Vorrei ben vedere che avessimo peggiorato, contro una squadra da B con giocatori da B, in campo neutro e con il giocatore migliore out dopo dieci minuti. Va doverosamente sottolineato che anche il nostro giocatore migliore era out. Bisognerebbe però chiedersi perché abbiamo virato verso la qualità "geriatrica" (dopo Palacio, anche Danilo. E per fortuna che ci sono) ma sono sottigliezze. Su cui a tempo debito andrà fatta analisi approfondita.

Si ascoltano lezioni da master a Coverciano su tagli, sovrapposizioni, pressing alto e inserimento delle mezze ali. Tutte robe bellissime che producono zero quantità offensiva. Zero come segnature ma soprattutto zero contributo delle punte. Sì, certo, il lavoro sporco, il sacrificio, l'utilità, tutti quei concetti che in ultima analisi mascherano la pochezza dei delanteros rossoblu. 

Questo è uno dei due problemi. L'altro, più grosso, è la qualità del centrocampo e la possibilità di un ultimo passaggio "importante". C'è un solo giocatore in rosa in grado di fare ciò (l'unico in prestito: altra roba incomprensibile, perché si rifiuta a priori questa soluzione ?) e si chiama Orsolini. Però un aggiustamento di modulo si imporrebbe. Magari ripristinando il trequartista.

Bigon ha categoricamente rifiutato l'idea di ricorrere a uno svincolato. Io credo che, verificate le condizioni fisiche, ce ne sia solo uno potabile, ed è Veloso. Ha anche detto che non fanno parte del progetto e qui, se non temessi di essere offensivo, avrei la tentazione di scoppiare in una risata fragorosa. Più che di un progetto, la formazione è prigioniera di un doppio diktat. Inzaghi ha voluto Falcinelli, Bigon e Di Vaio hanno preso Santander. Andrebbero panchinati entrambi, qualora effettivamente contro l'Inter non ci siano novità. Con Orsolini o Palacio a suggerire, l'unica coppia proponibile sembra Destro-Okwonkwo. Sempre che il secondo sia a posto fisicamente e il primo ciondoli poco. 

Tra le motivazioni, o forse le speranze, dei giustificazionisti, c'è la preparazione dura e orientata all'autunno. Ingiustificabile (ove fosse vera) perché in contraddizione con quanto detto dal tecnico, e cioè che dato l'ulteriore progresso delle grandi, bisogna far bene negli scontri diretti. Diverso è dire che la migliorata fisicità della squadra potrà risultare redditizia con i campi pesanti. Ciò è possibile e pure auspicabile. Ma partire programmaticamente male è come spararsi nei...bassifondi. Peggio che assurdo.

Nubi grigio scure, se non nere, sembrano ri-addensarsi su due questioni annose, lo stadio e gli infortuni della rosa. La seconda si trascina da anni senza che ci sia la minima avvisaglia di porvi rimedio. Che dipenda dalla preparazione, dalla riabilitazione o da cosa io non posso saperlo. Ma di sicuro così non può continuare. A maggiore ragione se ti devi salvare e ogni più piccolo particolare conta.

Sullo stadio gli attori in campo sono troppi. Le forze politiche non paiono avere le idee chiarissime. Non è certo che la cittadella della moda sorga su un terreno edificabile. Poi ci sono i comitati ma sarebbe davvero poco democratico non consentire l'opposizione. Il problema è di chi comanda, non di chi esprime perplessità da cittadino. Su quelle bisogna essere in grado di dare delle risposte, in caso. A questo servono istituzioni e "maggiorenti" della città. Comunque, se tutto finisce in nulla è una grande occasione persa.